L’economia va da sé

Il governo è deciso a muoversi verso la riduzione dei vincoli alla libertà d’impresa. Di sicuro l’esecutivo incontrerà gli ostacoli più consistenti nel burocraticismo, nell’eccesso di formalismo giuridico, nel moralismo astratto dei legulei – retaggio della società contadina arcaica – che si sono accresciuti, anziché ridursi, con gli anni Novanta. Ciò mentre l’ingresso dell’Italia nell’Unione monetaria europea richiedeva il prevalere dei principi del mercato e dell’etica dello sviluppo. Leggi Elogio confindustriale del blitz liberista. Ma ora i fatti, prego
16 AGO 20
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Il governo è deciso a muoversi verso la riduzione dei vincoli alla libertà d’impresa. Di sicuro l’esecutivo incontrerà gli ostacoli più consistenti nel burocraticismo, nell’eccesso di formalismo giuridico, nel moralismo astratto dei legulei – retaggio della società contadina arcaica – che si sono accresciuti, anziché ridursi, con gli anni Novanta. Ciò mentre l’ingresso dell’Italia nell’Unione monetaria europea richiedeva il prevalere dei principi del mercato e dell’etica dello sviluppo. Il profitto non è lo sterco del demonio e la speculazione, sia in Borsa sia nell’edilizia, condotta entro le regole del gioco economico, è una fra le varie attività rivolte alla produzione del reddito. L’Italia è piena di norme, di organismi amministrativi del governo centrale e di quelli regionali e locali, e di autorità autonome e di organi giudiziari ai vari livelli e di varia specie, che comportano procedure complicate, costose, lente e incerte che ostacolano le imprese.

Secondo la rilevazione della Banca mondiale intitolata Doing Business, riguardante le attività di imprese e di investimento su 183 stati del mondo, l’Italia si situa al 78esimo posto. E’ al 75esimo per l’apertura di imprese e all’85esimo per i permessi di costruzione. Il governo intende ora adottare la regola dell’autocertificazione iniziale e del silenzio assenso per i numerosi permessi a ciò necessari, di natura civilistica e commerciale, di natura penale e di polizia, di carattere fiscale, di carattere ambientale e culturale. Ma ci sono molti altri problemi da risolvere in chiave liberale. L’Italia ha anche il primato negativo per la durata delle opere pubbliche dall’inizio della progettazione al completamento dei lavori. Per la soluzione delle controversie di natura commerciale in Italia occorrono mediamente 1.210 giorni contro poco più di 300 in Francia, in Giappone e negli Stati Uniti e circa 400 in Germania e nel Regno Unito.

Fra le innovazioni riformatrici da apportare vi è da inserire anche quella dell’equiparazione a 65 anni dell’età di pensionamento tra uomini e donne nel pubblico impiego che l’Unione europea invoca opportunamente. Ai fini pro crescita le riforme per corroborare la libertà d’intrapresa, sia con una legge costituzionale sia con una ordinaria, devono essere connesse anche a risparmi nel settore previdenziale.